L’uno dice che devono cambiare la presentatrice del programma, quella nera che hanno adesso ormai è ora che cambi aria. E poi, diciamocelo in faccia, è nera, e dopo un po’ la gente si stufa. E’ una questione di tolleranza cromatica, non razziale. L’altro in silenzio annuisce, non è che abbia mai parlato più di tanto, ma quando è stata ora di mettere le persone giuste al posto giusto lui non ha mai sbagliato un colpo. Non appena saputa la notizia del cambio cromatico alla guida della trasmissione si mette a far girare le rotelle. Non passano nemmeno tre giri di lancetta magra che l’altro ha già convinto l’uno della sua scelta. Gli chiede se ha presente quella ex miss Italia altissima, che ha già fatto televisione per loro, che ultimamente si è vista anche nei programmi degli altri e anche nelle pause tra i programmi di tutti. L’uno dice che ce l’ha ben presente, dice che una così è difficile non averla presente, dice che è stupito della rapidità con cui l’altro snocciola preziosi consigli. Dice che ci sta pensando, e appena ha finito di dirlo dice che per lui va bene, di contattarla questa ex miss e di chiederle la disponibilità a condurre il programma.
Poi l’uno passa alla seconda cosa da decidere: il taglio. L’uno chiede consiglio all’altro, gli chiede che taglio dovrebbe avere la nuova trasmissione, quanto e in che modo dovrebbe esprimere continuità con la stagione precedente. L’altro è meno ferrato in questo campo, si intende più di nomi e persone che di tagli. Quindi snocciola un consiglio standard, di quelli che dicono che in realtà non ci capisci molto della cosa per cui stai dando un consiglio, ma che spesso risultano banalmente e decisamente appropriati. L’altro dice all’uno che secondo lui il nuovo programma dovrebbe avere degli elementi di continuità col vecchio, ma allo stesso tempo dovrebbe avere anche degli elementi di novità. L’uno ci pensa per qualche secondo, poi annuisce, poi sorride come sorride chi capisce di essere riuscito a elaborare un pensiero compiuto e non ci è abituato. L’uno si dà un tono con la voce e dice all’altro che ovviamente la componente di continuità del nuovo programma col vecchio non può che essere la parte con i video, dice che quelli glieli passano quelli del format e che loro non ci possono fare niente. Quindi, dice, la parte di novità non potrà che riguardare la tipologia di conduzione. L’altro annuisce, poi dice che la tipologia di conduzione della vecchia trasmissione era fondamentalmente incentrata sulla seminudità della presentatrice nera. In silenzio l’uno e l’altro pensano fortissimo a come poter innovare, stupire, conquistare, attrarre e fidelizzare.
L’idea viene all’uno, e appena prima di iniziare ad esporla all’altro, sorride come sorride chi capisce di essere riuscito a elaborare il secondo pensiero compiuto nel giro di pochi minuti e non ci è abituato. L’uno spiega all’altro che il solo modo di innovare la seminudità è quello di renderla nudità totale. L’altro, stupito dalla furbizia dell’uno, sorride ma poi smette. Dice che gli è venuto in mente un problema, poi sorride di nuovo e dice che però gli è anche venuta in mente la soluzione. Dice all’uno che il problema è che non si può fare condurre il programma a una miss tutta nuda, poi gli dice che la soluzione è mettere dei cerchietti di metallo davanti alle parti della conduttrice che proprio non si possono fare vedere, così con gli effetti speciali si può fare finta che dai cerchietti esca una luce forte che non lascia vedere bene quello che c’è sotto, ma che lascia capire che comunque la presentatrice è nuda.
L’uno guarda l’altro, poi chiude gli occhi per vedere meglio la scena nella sua testa. Dice che è perfetta.
Poi chiede a che ora andrà in televisione il programma. A ora di cena è la risposta. Chiede se non sarà un problema per i bambini che a ora di cena sono ancora svegli e davanti alla televisione. La risposta è che è meglio così, che tanti bambini guardano il programma e che anche loro vogliono vedere se prima o poi si vede qualcosa di più dietro la luce, proprio come i grandi.
