Come faccio?

Come faccio a fermarmi? Mi hanno tagliato i freni della macchina e quella che ho davanti è una strada che nemmeno un folle in preda alle allucinazioni oserebbe definire in salita. Tutto il resto funziona, le luci, il motore, i tergicristalli. Il mio problema sono i freni, quelli me li hanno tagliati i sicuro. Mentre frustate di panico mi sferzano la schiena sudata, affondo colpi di piede sul pedale di mezzo, e per ogni colpo un fotogramma si aggiunge al precedente davanti ai miei occhi. Il montaggio della scena di mio fratello che si avvicina alla mia auto con un paio di tronchesi in mano passa dallo sfocato al nitido. Non sono ancora morto, ma non riesco a non pensare che proprio lui mi sta assassinando. Il fratello, l’amico, l’uomo che da sempre si prende cura della mia vita è lo stesso che tra pochi istanti sarà responsabile di avermela tolta. Non servono testimoni, né prove, basta la lucida consapevolezza che la mia progettata assenza causa morte sarà per lui il più triste dei lasciapassare verso il successo. La matematica non mente: uno studio dentistico di lusso, se gestito da solo uno dei fratelli Maggi, rende circa il doppio rispetto alla gestione precedente, quando i fratelli Maggi erano ancora entrambi in vita. Che disgrazia.

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