E’ come quando viaggi in macchina e non sei sicuro della strada. Può essere che agli incroci e alle rotonde precedenti tu abbia azzeccato la direzione giusta, in un mix indefinibile di senso dell’orientamento, cartine consunte e indispensabile culo. E’ la mera ipotesi che tutto finora sia andato bene che ti fa continuare sulla stessa strada, ti fa pensare che alla fine, ripensando ai chilometri percorsi, un punto preciso dove potresti esserti sbagliato non c’è. Te ne saresti accorto e avresti fatto un’immediata retromarcia. Invece continui a macinare strada sull’asfalto su cui sei già. Se ci pensi, si fa molta meno fatica.
Può essere.
Però può anche essere che tu ti stia sbagliando. Le rotonde, gli incroci, i bivi. Ce ne sono stati tanti lungo la tua strada e ad ognuno di loro una decisione l’hai presa. Il problema è che, per sua stessa natura, ogni luogo di decisione stradale è in grado di falsare i successivi e annullare i precedenti. Ne basta uno. La seconda uscita della rotatoria anziché la terza e tutto il viaggio perde di senso. Anche perché, se una breve retromarcia è possibile nell’immediato dell’errore, un’inversione del senso di marcia non è contemplata dalla tipologia di spostamento che stai facendo. Quindi?
Cosa fai? Continui dritto per la tua strada senza la minima certezza che sia davvero la tua, mantenendo però viva la possibilità che lo sia, che sia stato tutto giusto, che nel posto in cui stai andando e che non conosci affatto prima o poi ci arriverai e sarai felice? Oppure ti fai vincere dal dubbio di aver sbagliato strada e volontariamente svolti al primo incrocio buono per lasciarla? Così, almeno, ti togli dalla testa l’angoscia dell’insicurezza potenziale e ti incammini verso un’insicurezza pura, una strada nuova, con nuovi incroci e nuove rotonde. Tanto, una destinazione non ce l’avevi nemmeno prima. Quindi?
Cosa fai?
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in questi giorni ci penso di continuo…e mi domando….comprarsi un navigatore no???
Il navigatore come dico io credo non sia ancora stato inventato. Magari mi ci applico e lo invento io. O magari no.